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Settimana della Cultura Scientifica in Sicilia

Settimana della Cultura Scientifica in Sicilia a Catania
XXVI Edizione Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica in Sicilia, 3/ 9 aprile 2017. Studenti e visitatori saranno guidati da ricercatori esperti alla scoperta della fisica nucleare attraverso seminari divulgativi e la visita delle sale sperimentali che ospitano gli acceleratori di particelle e i grandi apparti di rivelazione per giungere alla visita dei laboratori dove la fisica nucleare viene applicata allo studio di opere d’arte e alla medicina. Se desiderate visitare i Laboratori Nazionali del Sud vi invitiamo a procedere alla prenotazione on-line sul sito www.lns.infn.it.

La Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica è un’iniziativa promossa dal MIUR che attraverso gli eventi, le mostre, gli incontri e le iniziative organizzate in tutto il Paese, si rivolge a tutti i cittadini ed in particolare agli studenti, perché diventino protagonisti di questo processo di partecipazione e sensibilizzazione nei confronti della scienza e ne comprendano l’impatto costante e rilevante che essa ha sul vivere quotidiano.

Come ogni anno, i Laboratori Nazionali del Sud aderiscono all’iniziativa aprendo le proprie porte ai cittadini e dando loro l’opportunità di apprendere come funzionano gli acceleratori di particelle e alcuni apparati sperimentali usati per le attività di ricerca nel campo della fisica nucleare e particellare.

Ultima modifica: 2017-03-28 16:23


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Sagra delle Verdure Antiche a Isnello

Sagra delle Verdure Antiche a Isnello a Isnello

Sagra delle Verdure Tradizionali e Antiche delle Madonie a Isnello (PA), domenica 2 aprile 2017. Incontri, convegni e degustazione di piatti a base di verdure, visite guidate alle chiese di Isnello e un trekking in campagna alla ricerca delle antiche verdure. Una festa dedicata alla natura e alle verdure più gustose, da vivere immersi nel Parco delle Madonie.

Isnello è situato nell’immediato entroterra centro-settentrionale della Sicilia distando da Palermo 80 Km, ed ha un’altitudine variabile dai 520 ai 570 metri. Il territorio è inserito per il 90% all’interno del perimetro del Parco delle Madonie. La storia di insediamenti dell’Eneolitico è documentata dal ritrovamento di numerosi reperti nelle grotte del territorio. I ruderi dell’Eremo di San Leonardo e del castello che sovrasta l’abitato testimoniano verosimilmente la presenza bizantina nell’VIII secolo. In epoca normanno-sveva il territorio di Isnello diventa Regio Demanio ed il centro abitato si accresce attorno al nucleo del Castello.

Ultima modifica: 2017-03-28 17:21
Fonte / Autore: Pro Loco Isnello


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La Zagara Mostra mercato a Palermo

La Zagara Mostra mercato a Palermo a Palermo

La Zagara mostra mercato dedicata alla biodiversità ed alle piante rare e da collezione. Da dal 31 marzo al 2 aprile Orto botanico di Palermo via Lincoln 2. Teatro della manifestazione, tra gli eventi ormai più attesi dai palermitani e non solo, sarà ancora una volta lOrto Botanico, immenso polmone verde che racchiude oltre due secoli di storia in grado di raccontare, attraverso le 12 mila specie di piante da esso ospitate, un patrimonio scientifico e culturale d’eccezione.

Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni svoltesi dall’ottobre 2010 con doppia cadenza annua, espositori e vivaisti di tutta Italia giungono nel capoluogo siciliano, con i loro prodotti.

Ultima modifica: 2017-03-28 17:30


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Pasqua a Santa Cristina Gela

Pasqua a Santa Cristina Gela a Santa Cristina Gela

La Settimana Santa a Santa Cristina Gela (PA). Nell’ultimo Venerdì di Quaresima, si canta in lingua albanese il canto della Resurrezione di Lazzaro, il venerdì santo si interpreta in siciliano il canto della Passione. Originariamente comunità di rito bizantino-greco. Santa Cristina ha abbandonato questa tradizione, prevalente nelle altre comunità albanesi di Sicilia, per adottare il rito romano. Testimonianze significative della coesistenza della tradizione siciliana ed albanese si hanno durante il periodo della Quaresima e della Settimana Santa.

Nell’ultimo Venerdì di Quaresima, infatti, si canta in lingua albanese il canto della Resurrezione di Lazzaro

mentre il Venerdì Santo si interpreta, invece, in siciliano il canto della Passione. Nelle chiese bizantine dei paesi arbëreshë, vi sono alcune caratteristiche stilistico-architettoniche che meritano qualche cenno. Gli edifici sono posizionati in modo tale che l’altare guardi ad oriente. L’altare è quadrato per indicare la perfezione di Cristo di cui è immagine, ed è collocato in uno spazio generalmente semicircolare, detto abside o santuario, separato dal resto della navata da una parete lignea (iconostasi) ricca di icone collocate secondo precisi canoni spirituali e teologici.

La celebrazione della Messa, molto diversa da quella di rito romano, contiene gli stessi momenti liturgici essenziali: introito, lettura della Parola di Dio, offertorio, consacrazione e comunione; cambia però la struttura: l’Eucarestia si celebra col pane fermentato e con il vino e la comunione ai fedeli è somministrata sotto le due specie.

Il Venerdì Santo in siciliano si esegue il Canto della Passione di “Gesù Cristo” (canto eseguito da un gruppo di fedeli, che per le vie del paese raccolgono uova offerte dalle famiglie; le uova in seguito saranno colorate di rosso e benedette) Processione del Cristo Morto con l’Addolorata, Rito del Seppellimento

La Domenica di Pasqua (Pashkët) è incentrata sul solenne Pontificale, la cerimonia religiosa più suggestiva dell’anno liturgico nella quale l’intensità delle preghiere, l’armonia dei canti e lo splendore dei paramenti creano momenti di bellezza e spiritualità esaltanti. In questo giorno di festa vengono preparate le uova rossevetë e kuqe e i dolci di pastafrolla a forma di cestino con l’uovo rosso, panaret.

Il paese di Santa Cristina Gela è posto su una collina, a 651 metri d’altitudine, prospiciente il lago di Piana degli Albanesi. Distante da Palermo circa 22 km. Santa Cristina è la comunità albanese di Sicilia più piccola, circa 900 abitanti, fondata da alcuni abitanti di Piana che il 31 ottobre 1691 chiesero all’Arcivescovado di Palermo di potersi stabilire con le famiglie in quei territori. Questo nucleo divenne sempre più numeroso fino a costituirsi in comune autonomo.

Ultima modifica: 2016-10-28 12:19


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La Casazza di Nicosia

La Casazza di Nicosia a Nicosia

Pasqua a Nicosia, torna la rappresentazione della ‘’Casazza’’ 7, 8, e 9 aprile 2017. Le “Casazze” sono processioni figurate, con personaggi in costume divisi in gruppi simboleggianti episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, fra le varie Casazze in Sicilia, quella di Nicosia era probabilmente la più grandiosa. 

La Casazza di Nicosia era una rappresentazione sacra itinerante del Vecchio e del Nuovo Testamento eseguita durante la Settimana Santa, la processione durava circa 12 ore, partiva dalla chiesa di San Calogero e si dirige­va, attraverso le vie del paese, verso quella di San Francesco di Paola, sostando in piazzet­te che consentivano di recitare le diverse parti la conclusione avveniva nell’attuale Piazza Garibaldi dove si rappresentava la crocifissione, la morte e la sepoltura di Gesù.

Le cronache dell’epoca riferiscono che assistevano a queste rappresentazioni anche 15000 persone e oltre un migliaio erano i figuranti che vi partecipavano vestiti con abiti ricchi e sfarzosi. Una delle più solenni rappresentazioni avvenne nel marzo del 1810, ai giorni nostri se ne è avuta conoscenza grazie anche alla cronaca del Protonotaro Apostolico della chiesa di San Nicolò don Santo De Luca che ne fornì una dettagliata descrizione, ripresa ai giorni nostri nel libro curato da Giovanni D’Urso e Salvatore Lo Pinzino “La Casazza di Nicosia”.

Lo scopo è quello di far rivivere questa antica rappresentazione che vide la luce l’ultima volta alla fine del XIX secolo. Il Comitato ha già deciso una data che verrà rispettata ogni anno, si tratta della Domenica delle Palme, nel 2016 cadrà il 20 marzo. Per questa edizione saranno tre le rappresentazioni previste “L’ingresso di Gesù a Gerusalemme”, “L’ultima cena” ed il “Tradimento di Giuda”. Lo scopo però sarà quello di incrementare ogni anno queste rappresentazioni aggiungendo sempre nuove scene e far rivivere gli antichi fasti della Casazza di Nicosia.

Ultima modifica: 2017-03-15 12:21


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Sagra del Carciofo a Ramacca

Sagra del Carciofo a Ramacca a Ramacca

Profumi, sapori colori, tradizioni alla XXVII Edizione della “Sagra del Carciofo a Ramacca (CT). Il 31 marzo, 1, 2, 7, 8, 9 aprile 2017.

 Ha una storia antica il “violetto Ramacchese”, la pregiata qualità di carciofo che viene coltivata da secoli nelle campagne catanesi di Ramacca e che sarà il grande protagonista della sagra. Una storia che affonda le sue radici nel passato della Sicilia, quando questo prezioso frutto della natura era conosciuto per le sue qualità afrodisiache e non poteva mancare sulle tavole più raffinate. Una storia che da 24 anni torna ad animare il “paese dei forestieri” – come viene chiamato Ramacca per l’ospitalità dei suoi abitanti – e non si limita a rappresentare un appuntamento gastronomico per palati fini, ma riesce a proiettare i visitatori in un mondo accogliente e familiare, in una dimensione dentro cui poter riscoprire le antiche tradizioni di una civiltà contadina rimasta intatta nei sapori, nei colori e negli odori.

Curioso crocevia di dialetti, abitudini e tradizioni provenienti da ogni parte della Sicilia, Ramacca racchiude nella propria cucina e nelle proprie usanze tutte quelle culture e tradizioni che sono via via andate approdando nel paese nel corso dei secoli. E così, insieme alle specialità culinarie che trasformeranno il centro storico in una sorta di grande vetrina gastronomica, sono in programma momenti che esalteranno la cultura, le tradizioni popolari e le capacità artigianali e artistiche di questo territorio.

Ma il grande protagonista resterà, come sempre, “il violetto Ramacchese”, una prelibata qualità di carciofo conosciuta in tutta Italia per le sue proprietà organolettiche e terapeutiche. A tavola verranno proposti i paccheri al forno con carciofi e scamorza affumicata, le mezze penne con crema di carciofi e pancetta affumicata, le casarecce ai cuori di carciofo e grana padano o il risotto alla crema di carciofo e zucca gialla. I visitatori più curiosi, inoltre, oltre a degustare prelibati piatti a base di carciofo potranno conoscere meglio anche le sue qualità nutritive e salutari: già da diversi anni, infatti, questo appuntamento ha valicato i confini della provincia di Catania e attraverso l’organizzazione di mostre e convegni affronterà tutti i temi inerenti la coltivazione del carciofo in Sicilia. Allo stesso tempo la Sagra offrirà una grande vetrina a tutti i prodotti tipici della zona, dalle arance rosse all’olio, dai formaggi al miele fino al vino, oltre al pregiato pa ne locale.

Spettacoli e performance folcloristiche e musicali faranno da sottofondo a tutte le giornate, mentre per gli amanti della cultura sono in programma visita guidate al Museo Civico, al Museo delle Bande Musicali, al Parco Archeologico che racchiude i resti di un villaggio preistorico e i ruderi di un centro siculo-greco e alla Chiesa di San Giuseppe, con annesso l’ex convento dei Cappuccini, che conserva una reliquia di Padre Pio. All’interno di Ramacca, il cui toponimo per alcuni deriva dall’arabo Rammuallah (terra o giardino di Allah) o Ramaq (osservatorio) o ancora Rammak (guardiano di giumente), merita una visita la Chiesa Matrice, dedicata alla Natività di Maria, con l’orologio civico che svetta sopra la torretta quadrata del campanile. La Sagra del Carciofo di Ramacca è insomma storia, cultura, folclore e ovviamente buona tavola: chi deciderà di spingersi fin qui nel primo weekend di aprile di certo non resterà deluso.

Come raggiungere Ramacca

Dalla CT-PA: all’uscita di Motta S. Anastasia percorrere la SS 192 in direzione Enna, al Bivio Iannarello proseguire per la SS 288, giunti al km 13 imboccare il bivio per Ramacca sulla SP 25/1

Da Catania:

Percorrere lo scorrimento veloce Catania – Gela 417, al 40 km imboccare il bivio per Ramacca

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2017-03-18 22:57
Fonte / Autore: Comune di Ramacca


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Giornata FAI di Primavera

Giornata FAI di Primavera a

Giornata FAI di Primavera 25 e 26 marzo 2017. Apertura straordinaria di tantissimi beni monumentali in tutta Italia: chiese, palazzi, ville, borghi, castelli, musei, giardini, teatri e molti altri luoghi aspettano l’invasione pacifica e affettuosa che da vent’anni caratterizza questi giorni speciali. 

Una grande festa popolare che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto oltre 9 milioni di italiani e che quest’anno vedrà l’apertura straordinaria di oltre 1000 luoghi in tutte le regioni d’Italia, con visite straordinarie a contributo libero.

Un ospettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio culturale e ambientale italiano, che avrà come protagonisti centinaia di siti particolari, spesso inaccessibili e che eccezionalmente potranno essere ammirati dal pubblico durante il weekend delle Giornate FAI di Primavera.

È l’Italia intera che si mette in mostra, in luoghi meravigliosi e inconsueti, pronta ad accogliere centinaia di migliaia di persone. E in questa giornata speciale il FAI non solo apre l’Italia più segreta, ma vuole avvicinare e coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, affinché partecipino in prima persona alla difesa e alla condivisione delle nostre ricchezze, sempre più minacciate dalla crisi economica e dall’indifferenza.

Sarà possibile iscriversi al FAI in ciascun bene aperto: sostenere il FAI è infatti un gesto decisivo, il modo più diretto ed efficace per schierarsi in difesa del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, per manifestare il nostro orgoglio nazionale, per diventare “azionisti della nostra cultura”.

Per maggiori informazioni:

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Ultima modifica: 2017-03-15 12:15
Fonte / Autore: FAI Fondo Ambiente Italiano


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La Passione di Cristo a Serradifalco

La Passione di Cristo a Serradifalco a Serradifalco

Settimana Santa a Serradifalco il mercoled’ santo “La passione di Cristo” Corteo storico personaggi in costume d’epoca tra legionari Romani, sacerdoti, principi, ancelle e popolani organizzato dalla Associazione Culturale Pier Giorgio Frassati di Serradifalco in collaborazoone con il Laboratorio Artigianale Centurio di San Cataldo.

L’nizio della parata romana che aprirà la manifestazione è prevista per le ore 18,30 proseguirà lungo le principali vie del paese quindi si procederà con le rappresentazioni dei momenti cruciali della “Passione di Cristo”, per concludersi con la “Via Crucis”, in cui Gesù viene condotto fino al calvario, nell’agonia delle “Cadute”.

Programma
Ore 18.30 inizio corteo con partenza dal Teatro Antonio De Curtis.
Ore 20.30 inizio sacre rappresentazioni.
ORE 22.30 Via Dolorosa.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su www.moviestream.it

L’abitato del comune di Serradifalco è posto sul ciglio di una cavità carsica, occupata dal temporaneo lago Soprano di Serradifalco detto anche lago Cuba. Le campagne circostanti al centro abitato sono ricche di uliveti, mandorleti, ficheti e vigneti. Secondo una leggenda locale il nome della città di Serradifalco deriva dal fatto che nelle alture rocciose circostanti un tempo nidificava abbondantemente il falco. Fondata el 1640 da Leonardo Lo Faso Pietrasanta, Serradifalco è ricca di capolavori artistici e architettonici.

Ultima modifica: 2016-03-19 12:57
Fonte / Autore: Francesco Giunta


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Festa di San Giuseppe a Campobello di Licata

Festa di San Giuseppe a Campobello di Licata a Campobello di Licata

Il 19 marzo anche a Campobello di Licata si festeggia San Giuseppe. La parrocchia intitolata al Patriarca dedica tutto il mese di marzo ai festeggiamenti del Santo con novene e tavole di fraternità in tutto il quartiere. Il giorno della festa, annunciato da botti e fuochi d’artificio, si tengono le sfilate e la rappresentazione della Fuga in Egitto.

La Festa di San Giuseppe

Le giornate più significative della festa sono le tre giornate che precedono la data ufficiale della processione che non sempre corrisponde al 19 di marzo per via del periodo quaresimale.

Tutto il quartiere viene allestito con le luminarie, la Via Montenero, viene particolarmente preparata con archi a formare una galleria illuminata dove vengono allestite bancarelle in fiera. Il prospetto della chiesa viene addobbato con luci che ne delimitano i contorni e la caratteristica della facciata. Sulla piazza San Giuseppe viene allestito il palco per le manifestazioni in ricorrenza ai festeggiamenti del devoto Patriarca.

Tavole di San Giuseppe

Nel corso del mese di marzo, nel quartiere e anche fuori vengono allestite da parte di devoti le Tavole di San Giuseppe. Una lunga preparazione e un complesso intrecciarsi di momenti comunitari e individuali, in cui ampio spazio trova la condivisione fra devoti e i momenti dei festeggiamenti.

La Tavola di San Giuseppe ufficiale, viene allestita all’interno della sacrestia della Parrocchia e verrà riempita di doni con il contributo dei devoti. Vengono inoltre allestiti i “troni” dei sacri personaggi: la Sacra Famiglia e l’Angelo. I “troni” verranno aperti al pubblico dopo la benedizione e ogni personaggio reciterà una parte della sacra rappresentazione della Fuga in Egitto. I personaggi vestiranno nell’occasione con abiti tradizionali a rappresentare San Giuseppe, Maria, Gesù Bambino e l’Angelo.

La giornata delle Festa

La giornata della festa in onore al Patriarca San Giuseppe, inizia alle ore 07.00 con l’alborata. I botti di artificio si susseguono con pause di 5/10 secondi e si concludono dopo circa mezz’ora ad annunciare l’apertura della festa.
In contemporanea la banda musicale si raduna sulla piazza San Giuseppe in attesa che finisca la prima messa con il comitato.

Finita la messa, la banda suona la prima marcia in onore al Patriarca San Giuseppe in presenza del Parroco, del Comitato e dei componenti della Tavola di San Giuseppe. La banda viene sciolta e divisa in due gruppi i quali rispettivamente andranno a prelevare i Sacri Personaggi e i Piccoli personaggi vestiti da sangiusippuzzi e madunnuzzi.

Rappresentazione della Fuga in Egitto e la processione di San Giuseppe
Dopo la messa i personaggi interpreteranno la sacra rappresentazione della Fuga in Egitto. Il pomeriggio si sussegue con la preparazione della processione. Il comitato prepara la statua del Patriarca San Giuseppe sulla vara che l’accompagnerà in processione per le vie del paese. La vara posta su un piccolo camioncino, verrà addobbata di fiori e di luci con mantelli laterali a coprire le sponde. Il Patriarca rientrerà in parrocchia dove ad attenderlo ci saranno i devoti in piazza in attesa dei fuochi di artificio.

Ultima modifica: 2017-03-16 17:15


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Festa di San Giuseppe a Malfa

Festa di San Giuseppe a Malfa a Malfa

Malfa, si estende nella parte nord dell’isola di Salina (ME), la “Tavuliata di San Giuseppe è una tradizione che è portata avanti da moltissimi anni e consiste, nell’allestire lungo la piazza della Chiesa, una lunga tavolata arricchita da pietanze preparate dalle famiglie del paese. Sembra che la tradizione ebbe inizio nel 1835, quando, alcuni abitanti di Malfa che svolgevano attività commerciali durante un loro viaggio, si rivolsero a San Giuseppe per essere salvati da una tempesta marina. Giunti nell’isola sani e salvi cominciarono questa forma di ringraziamento verso il Santo. 

Sono le famiglie del paese a preparare piatti tipici locali di vario assortimento, composti dai frutti della terra e del mare. Quindi uomini, donne, ragazze, giovani e specialmente bambini, si premuniscono ciascuno di un piatto e in corteo si avviano verso il piazzale della chiesa parrocchiale, dove è stato predisposto un lungo tavolo sul quale vengono poggiate tutte le pietanze.

Il corteo viene aperto da tre personaggi che raffigurano la Sacra Famiglia: San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna vestiti con costumi tipici della Palestina di un tempo. Giunti nella piazza i tre personaggi si portano presso il tavolo imbandito con tovaglie bianche orlate di fiori e prendono posto per consumare il pranzo. Una piccola orchestrina formata da chitarra, fisarmonica e mandolino accentua l’atmosfera di festa con motivi musicali tradizionali. Il contenuto delle due “quadare” (pasta con il sugo o con i ceci ) insieme al vino locale viene distribuito ai presenti. Alla manifestazione partecipano numerose persone provenienti anche dalle altre isole dell’Arcipelago e dalla Sicilia.

Ultima modifica: 2015-11-23 19:27


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