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Festa del Santissimo Crocifisso a Geraci Siculo

Festa del Santissimo Crocifisso a Geraci Siculo a Geraci Siculo

Ogni anno il 3 Maggio a Geraci Siculo (Palermo) si celebra la festività in onore del SS. Crocifisso. Nella splendida Chiesa di S. Maria La Porta del 1496, che conserva tra l’altro opere del Gagini, del Novella e un prezioso affresco bizantino si espone la magnifica scultura lignea del Crocifisso del XVII secolo. Il Cristo, che la tradizione attribuisce alla scuola di Fra Umile Pintorna, si presenta proiettato in avanti e cinto da un articolato perizoma, e, coniuga l’impeto barocco con il pietismo di ascendenza controriformata. Lo scultore tramanda da Fra Umile da Petralia quel repertorio di piaghe grondanti sangue, cui aggiunge l’espressione conturbante del volto in agonia.

La festa, prettamente religiosa, scevra da qualsiasi riferimento folkloristico, viene preceduta da un ottavario di preghiera penitenziale. La mattina del 3 Maggio, i fedeli, prelevando il cero votivo dal Monastero delle Benedettine, partecipano assieme al clero, alle confraternite, alle autorità civili e militari alla messa solenne nella Chiesa di S. Maria la Porta. Verso mezzogiorno la statua del cristo esce dalla Chiesa portato a spalla dai fedeli scalzi e con una corona sul capo. La processione si snoda lungo le vie del Paese. Sfilano per primi le confraternite, poi i fedeli con i ceri, poi il Crocifisso, il clero e le autorità con tutti i fedeli. Tutti i geracesi, da sempre, hanno mostrato profonda venerazione per il SS. Crocifisso, la cui festa, secondo il calendario liturgico, ricorre il 14 settembre, ma per antica tradizione ha luogo il tre maggio. La festa è preceduta da un ottavario. Otto giorni di preghiere e riflessioni condotte da un “Predicatore” esterno alla Comunità. Tutti i geracesi e anche molti emigrati per otto giorni dopo il suono dell’Ave Maria si recano in chiesa per recitare il “Rosario” e la “Coroncina” seguita poi dalla Messa solenne.

La mattina del tre maggio, coloro i quali durante l’anno hanno fatto il “Voto”, si recano presso il Monastero delle Suore Benedettine per prelevare la “Torcia”. Dopo la celebrazione della SS.Messa, verso mezzogiorno inizia la “Processione”. Sta davanti la Confraternità di San Francesco, seguita da quella di San Giacomo, Santo Stefano, SS. Sacramento (o Rotorio), della Madonna, di San Bartolomeo, di Maria SS.Annunziata. Tutte precedute dal rullo dei tamburi. Indossano “l’abitino” o “cappa” di diverso colore. La “Vara‘ è addobbata con fiori e quattro bacheche piene di oggetti preziosi donati al Crocefisso per grazie ricevute. Dietro il Crocifisso il Sindaco, l’Amministrazione Comunale e i Consiglieri Comunali, i Vigili Urbani, uno dei quali porta “La Mazza” segno del potere; Ai lati della “vara” i carabinieri col costume di ordinanza e il pennacchio rosso. Seguono i fedeli, alcuni a piedi scalzi, recanti in mano il “Cero” votivo con un nastro bianco pendente di raso. Il cero, per tutto il tragitto rimane spento. Esso rappresenta una “grazia” ricevuta. Seguono poi i “Deputati” del Comitato, alcuni dei quali hanno il compito di raccogliere le offerte. Quindi i bambini” del paese che a piedi scalzi e con una corona di virgulti intrecciati sul capo gridano “PANI E PARADISU, MISERICORDIA SIGNURI”. Il momento più commovente è quando il Crocifisso esce dal portone principale della Chiesa. L’intensa espressione del volto del Cristo tocca gli animi di tutti coloro che hanno la fortuna di osservarlo. La statua lignea è portata a spalla a turno dai fedeli che fanno a gara per portare la “Vara” del Cristo sofferente.

La processione avanza lentamente girando per le vie del paese, effettuando numerose soste per gli spari dei mortaretti. Infine un gran numero di devoti seguono silenziosi e commossi. In piazza del popolo, il Crocefisso seguendo la processione dei ceri entra nella Chiesa Madre. Fatto il giro della Chiesa il Crocifisso ritorna in piazza e la Statua viene posta sui trespoli, per tutto il tempo della “predica”. Dopo la predica, fatta dal “Predicatore” che ha condotto l”Ottaviario” il SS. Crocefisso viene ricondotto nella sua chiesa.

Per maggiori informazioni: www.comune.geracisiculo.pa.it

Ultima modifica: 2014-01-07 20:56
Fonte / Autore: Comune di Geraci Siculo


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Festa di San Filippo Apostolo ad Aidone

Festa di San Filippo Apostolo ad Aidone a Aidone

Pellegrinaggio e Festa di San Filippo Apostolo ad Aidone (EN). La tradizione di San Filippo apostolo, santo venerato il primo maggio da fedeli che provengono da una cinquantina di paesi dell’Isola, risale in un periodo alquanto remoto. Il primo maggio di ogni anno la statua di San Filippo apostolo viene portata in processione per tutte le vie del paese. Il reliquario d’argento e la statua sono custoditi nell’apposita Cappella di San Filippo, all’interno della Chiesa di Santa Maria Lo Plano (La Cava), sede del Santuario dedicato a San Filippo, con tre chiavi, una delle quali la tiene il Procuratore e le altre due i maestri di detta Chiesa.

Quando esce dalla chiesa, la statua viene portata girata di spalle, per evitare che lasci il paese in direzione di Piazza Armerina: ciò a causa di un’antica contesa con tale paese e della tradizione secondo la quale il santo concederebbe più facilmente miracoli ai forestieri. I fedeli, provenienti da tutta la provincia di Enna e oltre, effettuano lunghi pellegrinaggi a piedi per chiedere grazia o ringraziare di grazie ricevute e, secondo l’usanza si presentano davanti alla statua con un cero acceso. Si narra che l’apostolo scacci con il suo bastone chi richieda insistentemente una grazia senza fede. Osservando con attenzione la restaurata statua si nota che il volto di San Filippo è molto simile a quello raffigurato in una moneta d’argento di Morgantina risalente al periodo 213-211 a.c. nella quale c’è Zeus.

I particolari interessanti di questa statua sono il bastone d’argento con la croce greca ed una rosa nella mano destra, mentre nella sinistra tiene il Vangelo con stampigliata una rosa, la veste dorata con un pettorale, il mantello azzurro con i quadrifogli a croce greca, una spilla grossa sul mantello ,il drappo rosso nella veste e l’aureola d’argento forse del “700. Certamente i colori azzurro, rosso, nero e verde ed argento sono da sempre i colori dello temma della città di Aidone, che è uno dei più antichi di Sicilia; ma sicuramente i vari committenti hanno voluto sempre che al collo di San Filippo una collana d’argento con una croce quale simbolo della fedeltà di questo apostolo di Betsaida al suo maestro e Signore Gesù Cristo.

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2016-01-19 12:55
Fonte / Autore: Proloco Comune Aidone


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Fiera di Maggio a Montemaggiore Belsito

Fiera di Maggio a Montemaggiore Belsito a Montemaggiore Belsito

Festeggiamenti in onore di San Giuseppe “lavoratore”, il 1° maggio, a Montemaggiore Belsito (Palermo). Tradizionale appuntamento con “I Virgineddi“, benedizione delle Tavolate e degustazione di pietanze della tradizione popolare in onore del santo. Percorsi tra antichi sapori, arti e tradizioni. Riti di esaltazione popolare in onore di San Giuseppe.

Anticamente la festa di san Giuseppe era interamente dedicata ai poveri, “I Virginieddi”, ai quali veniva offerto un pranzo in onore del Santo, nel corso degli anni, pur mantenendo il suo antico spirito religioso, si è via via trasformata in un appuntamento finalizzato alla promozione delle tradizioni culturali ed enogastronomiche locali ed è divenuta occasione di richiamo per i turisti. Realizzazione del tradizionale altare, realizzato con una imponente struttura di legno ed addobbato con antichi teli in lino ricamato a mano, sul quale sono esposti, “i panuzzi di San Giuseppe”, i dolci (cannuola, pignulata, sfinci..) e le piantine del frumento, “u laurieddu”. L’addobbo dell’altare è completato con fiori e alloro.

Dopo la benedizione dell’altare e della tavola imbandita, ha imzio il pranzo, aperto a tutti coloro che desiderano prendervi parte, e vengono servite le tipiche pietanze volute dalla tradizione. Tutte le pietanze, infatti, vengono preparate secondo le ricette e con tutti gli ingredienti tradizionali. Il pranzo prevede la pasta con salsa e finocchietti di montagna, il riso con le lenticchie, le fritture di cardi, di carciofi, di baccalà e di broccoli ricoperti con pastetta e poi la golosissima “ghiotta” (pietanza tipica locale), la “pignulata”, il cannolo con ricotta, e le “sfince”, il tutto innaffiato con ottimo vino locale. Durante il pranzo i partecipanti inneggiano ad alta voce al Santo, usando l’espressione tradizionale: “Evviva lu Patriarca San Ciusieppi!!!”. 

A conclusione del pranzo vengono distribuiti dei sacchetti contenenti un assaggio dei fritti e dei dolci, un’arancia ed una forma di pane. Nel pomeriggio la Processione del Santo per le vie principali del paese e la sera, davanti l’altare, recita del Rosario.

Ultima modifica: 2015-04-01 14:52


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Festa del Santissimo Crocifisso a Monreale

Festa del Santissimo Crocifisso a Monreale a Monreale

I festeggiamenti dedicati al SS. Crocifisso, patrono di Monreale (PA), durano tre giorni, dal 1° al 3 Maggio e si esplicano attraverso celebrazioni e solennità con caratteristiche tutte proprie, che ne fanno l’unica festa che si celebri a Monreale con risonanza così profonda. In questi giorni di festa la piazza e le strade del paese sono piene di gente, molte delle quali si recano in chiesa per assistere alla novena che si celebra nei giorni antecedenti alla processione. Novena che tutt’oggi ha i suoi momenti culminanti nel canto degli Inni in onore al SS. Crocifisso e nell’omelia che il predicatore fa sera per sera.

Nei giorni 1 e 2, la festa è caratterizzata da manifestazioni folkloristiche promosse per intrattenere e dilettare la gente quali, le bande musicali che suonano passando per le vie del paese, le corse dei cavalli, gli appuntamenti canori con la partecipazioni di cantanti di grido, gli sbandieratori e le giostre. Le strade sono piene di colori e di luci, sia per le “luminarie” che per le “bancarelle” piene di attrattive per i bambini e per i grandi. Le celebrazioni in onore del SS. Crocifisso toccano il loro culmine il giorno 3 maggio. Terminato il solenne pontificale celebrato dall’Arcivescovo, ha luogo la tradizionale discesa dall’altare della venerata immagine: è questo un momento di forte richiamo e di grande commozione. Quando il Crocifisso è fatto scendere dall’altare ed è adagiato sullo zoccolo della “Vara“, le ferite del costato sacro sono palpeggiate di continuo dai fazzoletti dei fedeli. Scoppi di pianto accompagnano questo succedersi disordinato di carezze, e un tremito nervoso serpeggia anche nei più forti di spirito soggiogati da quella fede che scuote ogni dubbio. Le scene sono ancora quelle descritte nel secolo scorso dal Pitrè: “…i sottostanti fanno ressa per salire anche loro, ma non trovano spazio per mettere un piede… “.

L’effige del Crocifisso è poi collocata all’esterno della chiesa, sotto la maiolica che raffigura il protettore di Monreale, da dove alle ore 18.00 in punto, al suono del campanello e al rullo dei tamburi, accompagnato dal suono festoso delle campane a distesa, si dà il via alla solenne processione. Dalle ore 14.00 fino alle ore 18.00, i fedeli si accalcano presso la Maiolica, per toccare, baciare e pregare il Crocifisso, prima che inizi la processione. Fazzoletti bianchi, rossi, turchini volano dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, lanciati dalla folla che li passa alle persone vicine al Cristo, le quali li raccolgono e palpano con essi delicatamente le membra adorate, poi li ripassano alla folla, che con le mani in aria, li coglie al volo, stringendole al petto ed accarezzandosi il viso, gridando: “GRAZIA PATRUZZU AMURUSU“. 

La processione si snoda lenta per il corso principale della città: è una marea di ceri accesi che avanza tra lo sfolgorio di luci, la pioggia di petali di rose e lo scampanio festoso delle campane di tutte le chiese. Alla processione non partecipa soltanto il popolo, ma per un lungo tratto anche le autorità civili e religiose tra cui il sindaco, l’Arcivescovo, i comandanti rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale, e buona parte del clero.

L’attuale processione si snoda lungo un percorso che per la maggior parte è quello indicato dall’Arcivescovo Venero nel 1625. Essa inizia dalla Collegiata, passa per via A. Veneziano fino al “Canale”, per corso P. Novelli fino all'”Abbiviratura“, dopo una sosta di 30 minuti circa, riscende dalla stessa strada fino a via Garibaldi, detta “a scinnuta ru Signuri“, qui sosta dinanzi la statua di Padre Pio, poi prosegue per via Venero quindi corso P. Novelli, detto “a “Varanni“, per via Roma fino a piazza Vittorio Emanuele II. Esegue un giro completo della stessa piazza, prosegue per via B. D’Acquisto per risalire da via Palermo, rifare il giro della suddetta piazza e sostare, dinanzi il Comune e il Duomo, per i giochi pirotecnici al termine dei quali ritorna in Collegiata passando per via Umberto I.

La processione parte alle ore 18.00 del 3 maggio e termina alle ore 2.00 circa del giorno successivo. Durante la stessa, momenti commoventi sono, il bacio dei bambini dato al simulacro in tutte le soste, e lo sfiorare coi fazzoletti e con i fiori l’effige del SS. Crocifisso. Durante questa festa non si possono distinguere luoghi particolarmente interessati da questa cerimonia, poiché tutto il paese di Monreale è in festa, ed è per gran parte del paese che il Crocifisso passa durante la processione. Una folla, di circa 3.000 persone, annualmente segue il simulacro in processione, fedeli, che sin dalle prime luci dell’alba si preparano al solenne ed atteso viaggio“. Momento di grande attrazione, misto di fede e folklore è l’arrivo allo Spasimo“; dopo la difficile “scinnuta“, il Crocifisso, posto al centro della piazza con il volto proteso verso la Conca d’Oro, estende la sua benedizione al territorio sottostante, un tempo rigoglioso di campagne e di vita, per numerose famiglie. I giochi pirotecnici nella piazza completano un momento di grande festa ed esultanza verso la venerata immagine.

Per tutto il mese di maggio i devoti, che hanno ottenuto o chiedono qualche grazia, fanno il tradizionale “viaggio“, rifacendo il percorso fatto dal Crocifisso giorno 3; vanno secondo il voto in “peduli o scalzi“, con un grosso cero acceso avvolto da un cartoccio, detto “u coppu“, per impedire che la fiamma si spenga al vento, recitando sommariamente le orazioni. Secondo la tradizione, nell’anno Santo, in occasione di missioni cittadine, di grandi calamità o di solennità straordinarie e liturgiche, è ormai consuetudine portare in Cattedrale il simulacro dove, durante i giorni di sosta sono celebrate funzioni con predicazioni e con numeroso concorso di popolo. 

Durante l’iter processionale, in due momenti topici della cerimonia, si sparano i giochi pirotecnici; una prima volta, quando il simulacro si ferma allo “Spasimo”, davanti la statua del Beato Padre Pio da Pietrelcina, una seconda volta, davanti al Duomo, proprio al termine della processione, poco prima che il Crocifisso rientri in Collegiata. A conclusione della processione, fase molto commovente e partecipata dai fedeli, è quella della “ricollocazione” del Crocifisso nella sua cappella posta sull’altare maggiore. I Fratelli a spalla, sempre fra due ali di folla, portano il Simulacro in chiesa, al grido: U NOSTRU PATRI RITORNA A LA CASA, mentre i fedeli rispondono: GRAZIA PATRUZZU AMURUSU, GRAZIA.

Per maggiori informazioni: 

Ultima modifica: 2016-01-19 13:38


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Festa del Santissimo Crocifisso a Calatafimi

Festa del Santissimo Crocifisso a Calatafimi a Calatafimi

Festa del S.S. Crocifisso, la grande Festa di primavera, per la quale Calatafimi Segesta (Trapani) è famosa nel mondo. La festa si svolge con periodicità di tre-cinque anni, l’ultima edizione nel 2012. Festa dell’abbondanza, festa dello spreco, festa dell’ostentazione orgogliosa del proprio lavoro ma anche di ringraziamento per la propria ricchezza e per la vita, che celebra i miracoli operati dal Crocifisso di legno della chiesa di S. Caterina, gli ultimi giorni di giugno del 1657. Tour guidati per la visita dei suggestivi “vicoli” e le mostre allestite per l’occasione dai Ceti. 

I Ceti festeggiano con generosità e dovizia di mezzi il santo patrono, ed insieme se stessi, la loro riconoscibilità sociale, la loro laboriosità, l’essere parte di una comunità organizzata, l’essere Ceto. Dapprima trovato ripetutamente per terra dal priore della chiesa – che per reggerlo lo aveva persino legato con una fascetta chiamata “zagarella – poi guarendo un paralitico che alla sua vista si alzava sulle gambe, al Crocifisso di legno il popolo di Calatafimi in un primo tempo consacrava un altare e una cappella, di poi ingrandendo la chiesa dive si trovava e costruendo da ultimo una più vasta che infine gli dedicava.

Il trasporto in processione del SS. Crocifisso nella nuova cappella – autorizzato dal vescovo di Mazara nel dicembre del 1657 – fu l’occasione per i primi festeggiamenti, che da quella data si sono di anno in anno sempre più arricchiti grazie al generoso contributo dei ceti più importanti. Rispetto al passato, soltanto quattro oggi, i Ceti principali: la Maestranza (l’antica milizia cittadina che sfila in divisa ed armi a passo di marcia), i Borgesi (i contadini, gli attuali coltivatori diretti, che sfilano con il mulo – inseparabile compagno di lavoro – riccamente bardato), i Massari (in passato i sovrintendenti che si occupavano dei feudi, ora i borghesi benestanti che dirigono la Massaria), i Cavallari (che sfilano con il caratteristico carretto siciliano quale simbolo dei valori e dei temi dell’artigianato siciliano). Ceti minori, ma essi pure presenti alla festa, sono quelli dei Mugnai, degli Ortolani, dei Caprai e Pecorai, dei Macellai, dei Borgesi di S. Giuseppe; questi ultimi traendo il loro nome dal santo di cui si prefiggono di sviluppare culto e devozione, e al quale tradizionalmente si ispirano nella loro condotta di vita. La festa, annunciata nelle prime ore del pomeriggio del giorno di Pasqua, vede tutti i ceti, con i loro emblemi, riuniti intorno alla croce d’argento, dono del ceto dei Mugnai nel 1776. Dopo l’annuncio, è tutto un fervere di preparativi, e non solo per quanto riguarda la creazione dei carri e dei costumi che servono ad illustrare il tema prescelto per la processione sacro-allegorica ma soprattutto per preparare e ammassare i quintali e quintali di dolci, noccioline, confetti e cioccolatini, che saranno poi profusi a piene mani, per tutta la durata delle celebrazioni, fino a che ci saranno braccia che si tenderanno per riceverli. Particolare interessante, ogni ceto ha cura di confezionare le proprie “offerte” in sacchetti che recano impresse le insegne di appartenenza: a ribadire, ancora una volta, l’aspetto di competizione che anima dall’interno la festa dei vari ceti. Tradizionale cura viene poi riservata alla preparazione dei “cucciddati” (pani votivi di olio e farina a forma di corona o di sole), sicuramente l’offerta più significativa al Dio dell’abbondanza.

Dal 30 aprile al 3 maggio tutte le mattine alle ore 7.00  “Solenne scampanio dei sacri bronzi.” Per venti minuti circa le campane del Santuario del SS. Crocifisso saranno suonate a mano da alcuni ragazzi a distesa. Particolarmente legati sono i cuori dei calatafimesi al suono inconfondibile di questi sacri bronzi. Essi segnano l’inizio del periodo di festa. Il 3 maggio alle 20.00 Processione dei Simulacri del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino, con intervento di tutti i Ceti, delle autorità religiose, istituzionali e militari, accompagnati dalle Bande Musicali.per le vie della città.

Ultima modifica: 2015-05-29 15:10
Fonte / Autore: Comune Calatafimi Segesta


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Festa della Primavera a Santa Teresa di Riva

Festa della Primavera a Santa Teresa di Riva a Santa Teresa di Riva

La Festa della Primavera a Santa Teresa di Riva (ME), sabato 29 aprile 2017. La manifestazione propone sfilate, musica, arte e spettacolo lungo la via principale e le piazze della città. Sfilata di Primavera: una giovane fanciulla sfila accompagnata da un lungo corteo composto da gruppi musicali, storici e artistici appartenenti alla tradizione siciliana, nazionale e internazionale.

La Festa della primavera nasce a Santa Teresa di Riva nei i primi anni settanta. La manifestazione diventò sin da subito una delle più importanti del comprensorio Jonico Messinese attirando un numeroso flusso di visitatori provenienti da tutta la Sicilia. Dopo diversi decenni di pausa è stata riproposta nel maggio 2015 ottenendo grande successo e partecipazione.

Ultima modifica: 2017-04-09 21:36
Fonte / Autore: Domingo Crisafulli


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Festa dei Fiori ad Acireale

 Festa dei Fiori ad Acireale a Acireale

Festa dei Fiori ad Acireale (CT) 29, 30 aprile e 1 maggio 2017Il centro barocco vivrà il Carnevale dei Fiori. Tutto il centro della città sarà colorato e profumato da migliaia di fiori e le macchine infiorate, peculiarità del Carnevale di Acireale, daranno vita ad uno spettacolo unico e raffinato. Sfilata di Carri infiorati, artisti di strada, mostre e mercati

l nome Aci deriva dal greco Akis,che significa penetrante e che si riferisce alla freddezza del fiume omonimo. Alle origini, Acireale si estendeva dal porto di Capo Mulini all’attuale contrada Reitana, dove le concerie ed i mulini prosperavano grazie alle tante sorgive e dove, fin dall’epoca romana, le terme sfruttavano le proprietà benefiche delle acque sulfuree provenienti dall’Etna. Durante il Seicento veniva precisandosi l’assetto urbanistico della città ed era ribadita la centralità di piazza Duomo. 

Il terribile sisma del 1693, sancisce una ricostruzione all’insegna del fasto barocco,che possiamo ammirare nelle chiese ed i palazzi per le vie della città, e ad un fermento culturale che si accrescerà nei secoli successivi e porterà, nel 1671 alla fondazione dellaPinacoteca Zelantea, tra le biblioteche più antiche e ricche della Sicilia e alla fine dell’800, alla nascita del Teatro Bellini, delle Terme Santa Venera ed al primo Teatro dei Pupi, testimonianza  artistica della grande arte dell’opera dei pupi acese, inaugurata da grandi pupari, come Mariano Nasca Pennisi.

Per maggiori info e programma: 

Ultima modifica: 2017-01-18 12:29


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Festa della Fragola Ippodromo del Mediterraneo

Festa della Fragola Ippodromo del Mediterraneo a Siracusa
Cultura, folklore, degustazioni Festa della Fragola – Ippodromo del Mediterraneoa di Cassibile, popolosa frazione del comune di Siracusa,  Siracusa, dal 29 aprile al 1° Maggio 2017. Bellissime giornate da trascorrere all’insegna del gusto e della bontà.

Circa 80 gli stand espositivi con artigiani, commercianti e produttori provenienti da tutta la Sicilia, pronti a valorizzare prodotti e creazioni tipiche del territorio. La qualità e la varietà degli spettacoli e dell’’intrattenimento saranno proposti nella cornice verde dell’Ippodromo del Mediterraneo, con i suoi viali, il parco-giochi per bambini, gli ampi spazi e i molteplici servizi: bar, ristoranti, pizzerie, hotel con centro benessere, palestra, piscina coperta e un comodo parcheggio interno per circa 2.000 posti auto.

Il tutto coniugato al fascino delle corse al galoppo sulle piste di un Ippodromo che riserva, tra le competizioni di giorno 1 maggio, anche il Premio Città di Siracusa, Handicap Principale dal generoso montepremi di 24 mila e 200 euro. La regina della Festa resta, però, la FRAGOLA, quella genuina e di qualità, garantita dal territorio siracusano e proposta in svariati modi. Culmine di delizia la trionfale TORTA ALLA FRAGOLA di ben 600 Kg preparata e offerta al pubblico. Gli spettacoli serali di sabato 29 e domenica 30 aprile sono affidati ad artisti dal calibro di Toti &Totino e Sasà Salvaggio, mentre il 1 Maggio si concluderà con un Meeting di Hip Hop. Gli stand gastronomici, gli spettacoli offerti, i pomeriggi dedicati ai bambini con animazione, baby dance, favole, racconti e sfilate in abiti fiabeschi si coniugano con il cavallo, attraverso il Pony club e l’ippoterapia. Molteplici gli spazi riservati all’utenza. Un’occasione di festa e di turismo.

I visitatori della FESTA DELLA FRAGOLA possono infatti beneficiare dell’ottima posizione dell’Ippodromo del Mediterraneo, sito lungo la Strada Spinagallo ad appena 3 Km da Cassibile e dal relativo svincolo autostradale, a soli 15 Km da Siracusa, per accedere a tutti i siti storici, turistici e culturali della Provincia di Siracusa:
– Siracusa e gli splendidi monumenti (a 15 km), Necropoli Pantalica (25 Km), Noto e il suo Barocco (15 Km), Oasi di Vendicari (30 Km), Cavagrande del Cassibile (10 Km), i borghi marinari di Marzamemi e Portopalo (33 Km).

La cittadina di Cassibile sorge a poche centinaia di metri dalla famosa insenatura di Fontane Bianche, lungo la statale 115 a 14 km da Siracusa ed a 9 km da Avola. L’economia della cittadina è basata principalmente sull’agricoltura; esistono nella zona due grossi latifondi,ma anche grossi produttori agricoli che danno lavoro a buona parte dei cittadini. Numerosi sono comunque i piccoli agricoltori e coltivatori diretti dediti soprattutto alla coltivazione di ortaggi e primaticci (patata novella di Cassibile, fragole, fagiolini). 

Nota anche per la Riserva Naturale Orientata Cava Grande del fiume Cassibile, un grande Canyon di circa 8 Km, con una superficie di 2696,49 ettari, che raggiunge in alcuni punti la profondita’ di 300 metri. Come un diamante incastonato in un gioiello, cosi’ tra Cassibile, Avola e Noto vi e’ un angolo di paradiso terrestre, un patrimonio naturalistico (storico ed archeologico) di incommensurabile valore.

Per maggiori informazioni e programma: 

Tel. 340.5372170 – 327.7098797

Ultima modifica: 2017-03-22 09:34
Fonte / Autore: Ippodromo del Mediterraneo


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Sagra della Frittella ad Isnello

Sagra della Frittella ad Isnello a Isnello

A Isnello (PA) in occasione della Festa del SS. Crocifisso di Santa Maria, in località omonima, viene organizzata la Sagra della Frittella“. Da alcuni anni il comitato della festa, di sera organizza l’assaggio delle frittella (frittedda).  I volontari “spicchianufave e piselli verdi, e cuociono la pietanza, composta da carciofi, fave, piselli e finocchi selvatici in abbondante olio di oliva locale, nelle “quadare” (grossi recipienti), nei quali “arriminano” la frittella. Una volta cotta la “frittella”, cosi ottenuta, viene distribuita, insieme al pane e a dell’ottimo vino locale, a tutti i partecipanti alla Sagra. Il 29 aprile, giorno della festa, diversi giri per le vie principali della banda musicale e il festoso concerto in piazza Mazzini a mezzogiorno. Di pomeriggio viene suonata e cantata la Frottola (antichi Inni in lode ed onore ai Santi e al SS. Sacramento), al SS. Crocifisso. Il piccolo fercolo (varicedda), recentemente restaurato, utilizzato per la frottola è un poco più grande di quello della fiaccolata ed è adorno di spighe di grano e baccelli di fave verdi.

Le notizie sulla festa del Crocifisso del 1° maggio e sulla Chiesa non hanno un carattere rigorosamente storico ne vogliono storicizzare avvenimenti, persone e fatti che vivono nella memoria popolare e nella cronaca degli ultimi decenni, da cui ho attinto richiamando la mia memoria e parland con chi è stato più vicino agli eventi. Per Isnello, il primo maggio è, essenzialmente, la festa del Crocifisso, non la festa del Lavoro. I confrati dell’Assunta, avendo capito che il mistero della fede era quello di Gesù Cristo, hanno voluto evidenziare la loro fede con la devozione al Crocifisso e l’istituzione della festa il 1° maggio. La festa è preceduta da un’ottava di preparazione detta “Crunedda“, durante la quale si cantano e si recitano preghiere in dialetto siciliano alla SS. Passione.

Ultima modifica: 2016-01-11 15:25


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DiVinus Il Trionfo del Nerello Mascalese a Mascali

DiVinus Il Trionfo del Nerello Mascalese a Mascali a Mascali

DiVinus, il Trionfo del Nerello Mascalese a Mascali in piazza Duomo da venerdì 28 aprile a lunedì 1 maggio 2017. Grande evento fieristico, promozionale, turistico ed enogastronomico di primavera, realizzato nella zona jonico-etnea. Degustazioni, prodotti tipici, artigianato e spettacolo.

DiVinus punta alla promozione del territorio attraverso le maggiori peculiarità enogastronomiche locali. Il Nerello Mascalese, frutto del connubio tra ciò che la terra ci regala ed il sudore e la passione di uomini che si spendono quotidinamente per la riuscita di un prodotto eccellente, è il protagonista della fiera che darà l’opportunità di far riscoprire, a tutti i visitatori e gli attori dell’evento.

Quattro giorni di Degustazioni, esposizioni, spettacoli, animazione, e promozione, disegnati per i vostri palati.

Per maggiori informazioni

Ultima modifica: 2017-04-24 11:37


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