Infiorata a Termini Imerese
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Infiorata a Termini Imerese

Infiorata a Termini Imerese a Termini Imerese

Infiorata Termitana“, domenica 7 maggio 2017. Un tuffo tra i colori e i profumi dei fiori, corteo storico, rassegna di poesie, folclore, tradizioni, rappresentazione dei quadri infiorati. Visite guidate nei luoghi e scorci della città antica. Dal 29 aprile al 18 maggio, eventi e manifestazioni.

In occasione dei festeggiamenti dedicati alla Madonna delle Grazie, l’Associazione Musicale e Culturale “Città di Termini Imerese” e il Comitato di Quartiere Madonna delle Grazie organizzano l’Infiorata, con l’aiuto dei gruppi parrocchiali termitani, la Congregazione di San Paolino e la straordinaria partecipazione dei Maestri Infiorai di Marineo.

si tiene in Via Giacinto Lo Faso che in occasione della manifestazione si colorerà di migliaia di fiori grazie all’accurata e meticolosa fatica dei tantissimi ragazzi provenienti da vari gruppi parrocchiali e sociali della città. L’itinerario floreale, vuol elogiare la manualità artistica dei giovani che attraverso l’idea, la progettualità e l’invenzione con disegni e fiori porteranno sorriso e gioia ai visitatori con l’unico scopo di cooperare in fraternità e di far vivere parte della città termitana in un’insolita notte primaverile.

Una settimana ricca di eventi, come il corteo rievocativo dei personaggi illustri di Termini Imerese. Il sabato sin dalle prime luci del mattino si lavora per la realizzazione dell’Infiorata artistica Termitana, una tappeto di fiori che rende scenografica la via del centro storico particolarmente abbellita da soprese sospese. 

La domenica la manifestazione si conclude con l’attesissima processione al calar della sera del Miracoloso gruppo statuario del Ss. Crocifisso, che percorre tutto il tappeto infiorato. Durante la giornata, mostre, mercatini, rievocazione del Manzoni e tante ma tante soprese.

Ultima modifica: 2017-03-24 13:24
Fonte / Autore: Salvatore Chierchiaro


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Pop Up Market a Catania
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Pop Up Market a Catania

Pop Up Market a Catania a Catania

POPUPMARKETSICILY || #tonylelefanteedition //  6-7 Maggio 2017 – Villa Bellini, Catania. VILLA BELLINI / PIAZZALE DELLE CARROZZE. Dopo le paperelle, i fenicotteri e i cactus, al giardino Bellini, Pop Up Market Sicily non poteva che dedicare la prossima edizione all’elefantessa Tony, uno dei simboli storici de “A Villa”!

La definizione Pop Up, letteralmente, sta per “apri & chiudi” definendosi anche in “sorpresa”. Il concept del Pop Up Market, dunque, acquisisce questo significato, intrinseco in uno shop temporaneo la cui peculiarità è quella di essere sempre ricco di novità e creatività. Il Pop Up Market nasce per dare un nome e una forma a designer, artisti e creativi che si mettono in gioco, quindi il concept è il frutto di un lavoro costante di ricerca e selezione, non solo di cose e oggetti, ma anche di persone. Un progetto che nasce, si evolve e continua a mutare per portare sempre con sé l’effetto sorpresa su cui si basa l’obiettivo primario.

Un evento temporary e itinerante, un esplorazione continua, designer, artisti, amanti del vintage: un market che diventa contemporaneo e apre le porte al desiderio di avanguardia. A 360 gradi. Il motto del Pop Up Market è: acquistare un oggetto non è solo un atto materiale ma è una scelta consapevole di stile, per questo agli organizzatori piace scegliere persone e oggetti che raccontano una storia che odora di passato, di presente e di futuro.

Maggiori informazioni 

Ultima modifica: 2017-05-05 22:45
Fonte / Autore: Pagina facebook Pop Up Market Sicily


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Scenica a Vittoria
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Scenica a Vittoria

Scenica a Vittoria a Vittoria

Scenica Festival 2017 – IX edizione dal 6 al 14 maggioVittoria (RG) torna ad ospitare il Festival Scenica. Il centro storico della città, con i suoi luoghi simbolo, accoglierà gli artisti del festival, che come sempre sapranno regalarci momenti di autentico spettacolo con rappresentazioni teatrali, musicali e circensi.

Nel lungo week end avrete modo di assistere ai tanti spettacoli nei più suggestivi luoghi del centro storico di Vittoria. Scopri il programma!

Era il 2009 quando l’Associazione Santa Briganti decise di imbarcarsi nell’avventura di creare un Festival di primavera che avrebbe dovuto portare nella città iblea una ventata di freschezza e novità con spettacoli che avessero la capacità di sorprendere e coinvolgere un pubblico trasversale e poco abituato alle contaminazioni stilistiche e linguistiche. Il simbolo della manifestazione, una motoape, da allora di chilometri ne ha percorsi lanciandosi in imprese sempre più esaltanti.  

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2017-04-27 15:37


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Rappresentazioni Classiche Siracusa
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Rappresentazioni Classiche Siracusa

Rappresentazioni Classiche Siracusa a Siracusa

53° edizione Rappresentazioni Classiche 6 maggio – 8 luglio 2017. Ogni anno il Teatro Greco di Siracusa riprende vita con le Rappresentazioni Classiche. Le tragedie rivivono in uno scenario mozzafiato trasformandosi in esperienze indimenticabili per il pubblico. Appassionati di cultura e arte potranno godere della magia del teatro di pietra e delle emozioni che regalano gli spettacoli classici.

L’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA), dal 1914 far rivivere la tradizione degli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa e a promuove fondamenti del pensiero greco-romano. Solo le Guerre mondiali hanno interrotto il cammino del prestigioso Istituto, che altrimenti non si sarebbe mai fermato, pur mutando nel tempo l’assetto istituzionale: nel 1998 l’INDA è trasformato da Ente pubblico in Fondazione che annualmente progetta e organizza i cicli di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa. L’attività svolta in cento anni mira a valorizzare la cultura classica, favorendo la nascita di una koiné culturale capace di contenere – sotto il segno del Teatro Antico – esperienze e sensibilità diverse.

Il bellissimo Teatro Greco di Siracusa è luogo scenico e agorà, luogo di rappresentazione ma anche spazio aperto ad accogliere idee e contributi molteplici. Grazie alle Rappresentazioni Classiche ritorno all’antica funzione, ospitando spettacoli come millenni fa.

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2017-01-20 10:30


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Sagra della Ricotta e del Cannolo a Mussomeli
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Sagra della Ricotta e del Cannolo a Mussomeli

Sagra della Ricotta e del Cannolo a Mussomeli a Mussomeli

La Sagra della Ricotta e del Cannolo si svolge in occasione della Festa di San Pasquale, patrono dei Pastori. Ad organizzarla la Congregazione di San Pasquale, il Comune e la locale Pro Loco. Mussomeli è da sempre un paese a vocazione agricola dove è possibile assaggiare una squisita ricotta che solo i suoi pascoli dolci

Durante la manifestazione sarà possibile degustare tuma e ricotta preparati in loco dai pastori della Congregazione di San Pasquale e gustosi cannoli . La sagra si svolgerà in piazza della Repubblica in due giornate sabato 6 maggio alle ore 20:30 avrà inizio la degustazione, alle 21:00 è previsto l’intrattenimento musicale dei “Senza tempo” in concerto.

Domenica 7 maggio dalle ore 8:30 alle ore 9:30 è prevista la colazione con ricotta e siero, mentre l’assaggio dei cannoli è previsto per tutta la mattinata.

Per maggiori informazioni

Ultima modifica: 2017-04-26 10:23
Fonte / Autore: Sito web Proloco Mussomeli


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La Fragola in Festa a Partinico
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La Fragola in Festa a Partinico

La Fragola in Festa a Partinico a Partinico

La Fragola in Festa” a Partinico dal 5 al 7 maggio 2017, una festa dai colori accesi e dai sapori vivaci…come quelli delle fragole. Il paese di Partinico si tinge di rosso fragola per la II edizione della manifestazione “La Fragola in Festa” che promuove le eccellenze del territorio tra cui la primizia di questa stagione: la fragola, dal colore rosso attraente e dal sapore dolce.

La festa della Fragola di Partinico si presenta quindi come un gustoso appuntamento, occasione imperdibile per degustare e acquistare questo delizioso e irresistibile frutto, buono da mangiare fresco appena raccolto, e con il quale si preparano confetture, marmellate, gelati, granite, dolci, crostate e quant’altro. Durante la Festa della Fragola di Partinico presso i vari stand si potranno acquistare gli altri prodotti tipici della tradizione locale e gli artigiani esporranno i propri manufatti. Gli ospiti saranno allietati con le esibizioni folkloristiche, le visite guidate e gli spettacoli di intrattenimento.

Ultima modifica: 2017-04-09 21:51
Fonte / Autore: Organizzazione Europea Volontari di Prevenzione e Protezione Civile Dist.to di Partinico


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Festa di Sant'Angelo a Licata
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Festa di Sant’Angelo a Licata

Festa di Sant'Angelo a Licata a Licata

Dal 3 al 6 maggio a Licata, in provincia di Agrigento, si svolgono i festeggiamenti in onore del patrono Sant’Angelo martire. Il giorno 3 dalla chiesa di Sant’Angelo, posti su torri di legno alte 5 metri, vengono fatti uscire i cinque ceri omaggio dei ceti principali: massari, contadini, marinai, agricoltori e pecorari. Il giorno 5, le reliquie del Santo, vengono portate fuori dalla chiesa e portate a spalla, a turno, dai vari ceti nei loro costumi tradizionali. Alla manifestazione sono legate tre corse: la prima si svolge tra fedeli legati fra loro mentre stringono l’urna del Santo al grido di “Viva Sant’Angelo“; la seconda riguarda i ceri che sormontano le rispettive torri in legno. Infine, la corsa per ricondurre in chiesa l’urna d’argento del Santo.

Permane ancora l’usanza, tra i contadini, di ringraziare il Santo per il buon raccolto, portando in chiesa “muli bardati a festa“, con in capo un’offerta in denaro che viene consegnata al parroco. Nei tre giorni di festa, presso le strade principali, si trovano le “bancarelle“, una specie di enorme mercato, dove la gente del posto compra, passeggia e osserva i cantanti e musicisti in piazza che per l’occasione il comune mette a disposizione a sue spese. Per l’occasione, sono migliaia le persone che vengono dai paesi vicini per partecipare alla grande festa di Licata.

11 gennaio Festa invernale. L’undici gennaio 1693 un violento terremoto colpì il Val di Noto e parte della Sicilia orientale ma risparmiò la città di Licata grazie all’intercessione del Santo Protettore, Sant’Angelo.

Festa estiva di di mezz’agosto in ricordo della liberazione della città dall’epidemia di peste del 1625. Processione dell’Urna del Santo per le vie della Città.

Per maggiori informazioni: 

Ultima modifica: 2016-01-19 13:58
Fonte / Autore: Biondi Vitale


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Festa di Santa Oliva a Pettineo
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Festa di Santa Oliva a Pettineo

Festa di Santa Oliva a Pettineo a Pettineo

Festa della Santa Patrona Oliva Vergine e martirea Pettineo (ME). Tradizionale “VUTATA DI L’ ALTARI” e solenne processione della statua della Santa posta su una maestosa vara dell’ottocento.

Il 5 maggio costituisce la data principale della festa, che inizia con la S.Messa cui partecipano le forze civili, militari e religiose durante la quale è ripetuta in forma solenne la “VUTATA DI L’ ALTARI”. Nel pomeriggio la cavalcata storica, le cui origini probabilmente risale tra il XVI e XVII secolo, impegna numerosi cavalieri provenienti da Comuni limitrofi ma anche parecchi distante come Capizzi. Oggi purtroppo si è persa la tradizione di sfilare con costumi tipici, persistono però figure che nella realtà storica odierna non troverebbero motivo di esistere: i cavalli disposti in una lunga fila con in testa il campiere, fanno il giro del paese per fermarsi in Piazza S.Oliva, dove un poeta dialettale del luogo recita in versi “i parti” episodi della vita della Santa. La festa si chiude con la solenne processione della maestosa “vara” settecentesca. Il percorso processionale non è lungo poiché il peso della vara e le sue dimensioni non lo consentono, suggestivo è il momento della corsa del fercolo da Piazza Duomo a Piazza Croce e da Piazza S.Oliva a Piazza S.Nicolò a ricordo di una leggenda che trae le sue origini da una questione di campanilismo che voleva attribuire al simulacro di S.Oliva la fuga da Pettineo. L’ottavo giorno dal decorrere della festa o la domenica successiva ad essa viene ripetuta la processione di S.Oliva seguendo lo stesso itinerario processionale.

VUTATA DI L’ARTARI
Rappresentazione scenica dell’apoteosi di S. Oliva patrona di Pettineo. Si svolge giorno 5 di maggio, festa della Santa, durante la Messa solenne. La sera della vigilia (4 maggio) si realizza durante la celebrazione della Messa vespertina.

PROCESSIONE DI SANT’OLIVA
La processione di santa Oliva si svolge la sera del 5 maggio e si ripete a l’ottava. Il simulacro della santa viene portato in processione a spalla nella pesantissima e pregevole “vara” realizzata nel 1786 da Gaetano Ferrandino da Castelbuono per le vie principali del paese e in alcuni tratti si procede di corsa.

LA FESTA DI S.OLIVA
La Festa di S.Oliva, così come oggi si svolge, costituisce un misto di sacralità e tradizione che vede la partecipazione di numerosi devoti e pellegrini provenienti dai paesi vicini. I festeggiamenti hanno inizio il 2 maggio con la processione della reliquia contenente un frammento del corpo della Santa e la benedizione delle campagne, coltivate prevalentemente ad ulivi. Questa data ricorre l’anniversario del 2 maggio 1663 quando padre Benigno, cappuccino pettinese, portò a Pettineo la reliquia di S.Oliva consegnatagli dall’ Arcivescovo di Messina Monsignor Ruiz. 

L’inizio ufficiale dei festeggiamenti deve essere considerato il 3 maggio con la “Calata da bannera“: uno stendardo colore rosso porpora raffigurante S.Oliva probabilmente appartenente alla non più esistente Confraternita. La “CALATA DA BANNERA” ha un valore simbolico ben preciso: il votarsi di Oliva al Crocefisso; infatti, nel momento in cui il Crocefisso che ha percorso in processione le vie del paese giunge in Piazza Duomo, lo stendardo gli è portato innanzi, vi si inchina e lo segue fino alla Chiesa di S.Oliva. Il giorno 4 vigilia della festa, i solenni vespri e la S.Messa sono coronati dall’apoteosi della Santa, ossia” A VUTATA DI L’ALTARI“. Per mezzo di un congegno elettromeccanico i due angeli posti alla sommità dell’abside scendono a prelevare la santa e risalire insieme. A questo punto le due ante piramidali girevoli, che aperte, custodivano il simulacro, si chiudono formando una gradinata illuminata da numerose lampade che si accendono, creando un effetto suggestivo ed emozionante.

Ultima modifica: 2016-01-19 14:05
Fonte / Autore: Comune di Pettineo


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Festa di San Sebastiano a Melilli
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Festa di San Sebastiano a Melilli

Festa di San Sebastiano a Melilli a Melilli

Festa del patrono San Sebastiano martire di Melilli (SR). In suo onore i devoti, la notte tra il 3 e 4 maggio, si recano in pellegrinaggio a piedi, da Carlentini, Lentini e altri comuni, sino a Melilli.
 

La storia ci tramanda che alla fine dell’aprile del 1414 una nave, proveniente dall’Adriatico, naufragò sull’isola Magnisi. Non ci furono vittime e i naufraghi attribuirono questo eccezionale accadimento alla statua di San Sebastiano, contenuta in una cassa trasportata nella nave, che si preoccuparono subito di raccogliere, non riuscendo però a sollevarla. La notizia dell’evento giunse presto al vescovo di Siracusa che, con il popolo in processione, si recò subito sul posto al fine di portare la statua presso la sede arcivescovile. La fama di questo miracoloso fatto giunse anche a Melilli il cui popolo, spinto da fede e da curiosità, si recò nel luogo in cui vi era la statua il 1° maggio 1414. La leggenda tramanda che nel momento in cui si decideva presso quale dei paesi del siracusano la statua dovesse esser collocata, improvvisamente e miracolosamente il simulacro divenne pesante per tutti coloro che cercavano di sollevarlo tranne che per gli abitanti di Melilli i quali trasportarono il simulacro di San Sebastiano in processione fino al paese, tra canti di gioia e inni religiosi.

I festeggiamenti hanno inizio la sera del 3 maggio con la processione del reliquiario in argento: un braccio che tiene in mano una freccia. La notte fra il 3 e 4 maggio, la piazza e il corso principale restano illuminati a giorno per accogliere i pellegrini che arrivano a piedi dai paesi vicini e che aspettano con trepidazione ed ansia l’apertura della chiesa, per manifestare il loro ringraziamento a San Sebastiano. Alle ore quattro in punto del 4 maggio, tra scampanio di campane e sparo di mortaretti viene aperta la Chiesa, nella quale si riversano i fedeli che gridano: semu vinuti ri tantu luntanu. Primu diu e e Sam Mastianu. Verso le ore sei, correndo, arrivano dalla santa croce (località in cui si trova un’edicola votiva del Santo) i nuri di Melilli, uomini, donne e bambini vestiti di bianco con fazzoletto in testa, fascia rossa a tracolla e sui fianchi, un mazzo di fiori in mano, successivamente arrivano i nuri di Sortino e Solarino. Alle ore dieci si assiste alla trionfale uscita del fercolo, che viene portato in processione per le vie del centro storico. I festeggiamenti si concludono l’11 maggio, quando il simulacro di San Sebastiano, dopo aver percorso le vie della nuova zona di espansione, viene conservato nella basilica al grido primu diu e sam mastianu. La festa di maju è anche per molti melillesi emigrati l’occasione di un ritorno alla loro terra natia.
 
Il Santo Patrono è solennemente celebrato il 20 gennaio, giorno del suo “dies natalis”, quando, alle ore sei, si può assistere alla solenne svelata della statua taumaturgica, posta sull’altare maggiore. Il Santo rimane esposto alla venerazione dei fedeli per l’intero ottavario, per essere conservato, poi, nella sua nicchia fino al 4 maggio.

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2016-01-19 14:05
Fonte / Autore: Giuseppe Gagliolo


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Festa del Santissimo Crocifisso a Siculiana
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Festa del Santissimo Crocifisso a Siculiana

Festa del Santissimo Crocifisso a Siculiana a Siculiana

Il Simulacro del SS. Crocifisso è una scultura in leccio smaltato marrone scuro, raffigurante il Cristo appena spirato e poggiato di peso sulle ginocchia piegate. Sembra quasi si stacchi dalla croce e protendere verso chi lo guarda sprigionando dal volto notevole intensità di espressione. Il vescovo di Agrigento Francesco Rhini, con Bolla del 27 febbraio 1681, eresse a titolo nella Chiesa Madre di Siculiana la Confraternita del SS. Crocifisso o dei 33, i cui confrati in quel giorno ricevettero in dono dalla Confraternita del SS. Sacramento, che ne erano i vecchi proprietari, il taumaturgo Simulacro del SS. Crocifisso con l’obbligo di continuare a festeggiarlo ogni 3 maggio, lo stesso giorno che la tradizione cattolica da sempre associa al ritrovamento dei resti della vera croce di Cristo da parte di Sant’ Elena a Gerusalemme. La scultura deve essere stata realizzata non più tardi del 1600, sebbene potrebbe trattarsi di un’opera anteriore rimasta per secoli nascosta nell’antico Castello di Siculiana (Agrigento).

La leggenda popolare tramanda che il SS. Crocifisso fosse stato commissionato dagli abitanti di Burgio in un luogo imprecisato e durante il suo trasporto su un carro capitò a Siculiana, dove i carrettieri fecero sosta in un fondaco dell’odierno quartiere Casale. Accadde che sulla cassa contenente la statua si sedette un cieco (o uno zoppo) che subito guarì. I siculianesi, meravigliati dell’accaduto e saputo del contenuto della cassa, non vollero che il Crocifisso ripartisse per giungere a destinazione e lo portarono al Castello. Nacque una contesa con la gente di Burgio e si convenne ad una sorta di gara: posta la cassa su un carro tirato da buoi, se questi avessero superato il torrente adiacente al paese si sarebbe aggiudicata la vittoria Burgio, viceversa avrebbe vinto Siculiana. I buoi miracolosamente rifiutarono di oltrepassare il corso d’acqua e così il Crocifisso rimase ai siculianesi. Temendo che venisse trafugata dai burgitani o dai pirati musulmani si arrivò persino a custodire la statua murata all’interno della Cappella del Castello. Agli inizi del XVII secolo il SS. Crocifisso fu traslato nella Chiesa Madre e sistemato nella nicchia laterale adiacente al battistero, oggi della Pietà. Nel 1813 dopo i lavori di ampliamento della Chiesa, il Simulacro fu collocato nel sito dell’abside ove si conserva tutt’ora, cioè nella cappella che sovrasta l’altare maggiore. Davanti quella cappella venne allora collocato un velo per maggiore riverenza e si iniziò la costumanza della caduta (calata) del velo. È questo un rito suggestivo e di grande devozione per i fedeli, che si celebra con solennità il 2 maggio al canto dell’inno A Te lode o Crocifisso“. Secondo ciò che riferisce agli inizi del 1900 l’arciprete Moscato questo rito sarebbe proprio legato all’antica usanza di porre un velo in segno di rispetto davanti alle immagini piu’ venerate.

Ogni 3 maggio il Simulacro viene portato in processione con tipici bruschi movimenti e picchiate della vara che la credenza popolare attribuirebbe alla volontà del Santo. Diverse manifestazioni prodigiose sono state ascritte alla storia del taumaturgo SS. Crocifisso tra cui quelle del 1843 e del 1897, quando durante la processione il fercolo o “vara” che alloggia il Crocifisso ebbe dei comportamenti razionalmente inspiegabili.

L’attuale vara venne concepita nel 1848 come sormontata da un tempietto a mò di cielo, ma a causa della grande mole che ne rendeva difficoltoso il trasporto in processione, la copertura venne rimossa e sistemata nella Cappella del Battistero, sul fonte battesimale. Il fercolo per tradizione viene portato a spalla in processione da fedeli che nella maggior parte dei casi si tramandano il privilegio da padre in figlio. Il 3 maggio 1939 il Vescovo di Agrigento, Giovanni Battista Peruzzo, venne a Siculiana per incoronare pubblicamente il SS. Crocifisso con una corona d’oro offerta dai devoti. Il cinquantenario dell’evento è stato celebrato con medesima solennità il 3 maggio 1989, alla presenza del Vescovo di Agrigento, Carmelo Ferraro. Una caratteristica pratica di culto e di devozione è il pellegrinaggio fino ai piedi del Simulacro fatto, spesso a piedi scalzi, dai siculianesi e dalla moltitudine di fedeli provenienti da ogni dove per sciogliere i voti, specie nei giorni di festa.

Ultima modifica: 2017-01-18 13:43
Fonte / Autore: Comune di Siculiana


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